sabato 24 ottobre 2009

Una tecnica interessante per interpretare i propri sogni


Esistono diversi modi per interpretare i sogni che facciamo. Molto dipende anche dal ruolo che assegnamo loro nella nostra vita. 

Molti affermano che il sogno sia esclusivamente una proiezione delle nostre paure, dei nostri desideri e delle nostre manie, e gli danno un'importanza relativa, come se fosse una versione caotica degli eventi che abbiamo vissuto nei giorni precedenti, o addirittura negli anni passati, come se il cervello li avesse rielaborati in un modo disordinato, assurdo e irreale. Io credo che il sogno sia molto più di questo.

Spesso si tende ad attribuire ai sogni le interpretazioni popolari. Purtroppo non ne conosco molte, salvo quella che quando si sogna la morte di un conoscente tutt'ora in vita gli si allunga la vita, che perdere i denti dovrebbe significare la morte imminente di un parente, che se un caro defunto ti invita a partire con lui, presto anche tu lo raggiungerai nell'"aldilà". Sarebbe interessante approfondire l'aspetto delle interpretazioni tradizionali, perchè, come nel discorso delle fiabe, anch'esse si rifanno ad archetipi propri dell'inconscio collettivo, e analizzarne il significato simbolico potrebbe rivelarci molto sulla natura dei sogni. Quindi, se conoscete qualche credenza popolare legata all'interpretazione dei sogni, postatela pure nei commenti. 

Io credo che il sogno, oltre a rispecchiare le nostre ansie e i nostri desideri, sia anche il momento in cui il nostro Sè interagisce liberamente con tutte le altre realtà dell'universo, nello spazio e nel tempo, nella grande trama che unisce tutte le esistenze.

Il nostro Sè, durante il sonno, è in grado di svincolarsi dalla realtà tangibile, dalla quotidianità che, pur fornendoci tramite le esperienze di ogni giorno il "materiale" e le sfide su cui lavorare per evolvere, troppo spesso rischia di intrappolarci in un andirinvieni ripetitivo e monotono, che se viene vissuto come fine a sè stesso immeschinisce e impoverisce la nostra anima.

Il nostro Sè, nei momenti in cui è lasciato libero di espimersi e di viaggiare nelle varie dimensioni spazio-temporali, è in grado di fornirci delle informazioni e dei messaggi importanti. Il sogno (come certi tipi di visualizzazioni e come i viaggi sciamanici) è uno di quei momenti. Il Sè riveste un po' il ruolo del colombo viaggiatore.

Innanzitutto è importante ricordare i sogni che facciamo. Un metodo efficace? Quando siamo a metà fra lo stato di coscienza ordinaria e il dormi-veglia (in pratica quando incominciamo a sbattere le palpebre per il sonno e ci prepariamo a spegnere la luce sul comodino), dovremmo cercare di esprimere (ad alta voce o metalmente) la volontà di ricordare i nostri sogni l'indomani. E' un po' come raccomandare al nostro Sè di portare indietro i messaggi e le esperienze che vivrà durante il suo viaggio in modo integro e riconoscibile. Come dare istruzioni al nostro piccione viaggiatore. 

Quando ci svegliamo e il sogno è ancora fresco e vivo nella nostra mente, dobbiamo sforzarci di trascrivere tutto quanto ricordiamo, eventi e sensazioni. Se non lo facciamo, il sogno rischia di svanire, o di sopravvivere troppo frammentato. Questo ci indurrebbe a riempirne arbitrariamente le lacune, per trasformare il sogno in una sorta di filmato mentale che abbia un capo e una coda (per come li intendiamo nello stato di coscienza ordinaria), ma sfalseremmo sicuramente il vero messaggio del sogno. 


Leggendo "Il Sesto Senso" di Stuart Wilde, ho trovato una tecnica interessante per interpretare i messaggi che il nostro Sè ci comunica durante l'attività onirica. L'autore di questo libro attribuisce questo metodo a Fritz Perls, uno psicoanalista tedesco che ha dato un notevole contributo nell' ambito della psicoterapia gestaltica.

E' molto semplice, ma bisogna avere a disposizione un po' di tempo e un luogo tranquillo per mettersi in uno stato meditativo e raggiungere così una bassa frequenza cerebrale. Non avrebbe senso interpretare razionalmente gli elementi del nostro sogno: bisogna lasciar parlare il nostro inconscio.  

Una volta raggiunta la condizione adeguata, si ripercorre il sogno con l'occhio della mente, cercando di impersonarne tutti gli elementi e di "farli parlare" come se fossero dei personaggi (un po' come fa Jodorowsky con gli Arcani Maggiori). 

Per spiegarvi meglio la tecnica di Fritz Perls vi farò un esempio. Nel 2000, tornando a casa in macchina, mia madre fece un tremendo scontro frontale con un furgoncino, provocato principalmente dalla sua stanchezza e dalla sua disattenzione (insegnava ancora alle medie, ed era la fine dell'anno scolastico). Dovette trascorrere una lunga degenza in ospedale. Una notte, nel reparto di fisiatria, fece un sogno strano, in terza persona.


La barca, la bara e la sposa

C'è un fiume. Sopra al fiume c'è una barca che scorre tranquilla seguendo la corrente. Sulla barca c'è una coppia di sposi, simile a quelle statuine di zucchero che si mettono sulle torte nuziali. Davanti a loro, una bara aperta e vuota. Una zoommata ci porta ad inquadrare il primo piano della sposa: da sotto la veletta si intravedono due belle labbra rosso fiammante, che sorridono apertamente. Lo sposo passa nettamente in secondo piano.

Un sogno un po' inquietante? Mia madre in seguito si riprese benissimo, durante le terapie di riabilitazione incontrò un uomo con cui ebbe una breve storia, ma la cosa principale fu che quel periodo di degenza fu da lei considerato "il suo periodo sabbatico": in quei due anni si ritemprò fisicamente e psicologicamente, sviluppò nuovi interessi artistici e riprese i contatti con molti amici che non vedeva da anni. L'esito positivo di questa vicenda fu sicuramente merito anche dell'atteggiamento fiducioso e ottimista con cui lei affrontò la cosa.

Ora, indipendentemente dal lieto fine di questa storia, vediamo come mia mamma avrebbe potuto interpretare il suo sogno.

Come primo elemento, si potrebbe impersonare la barca. Si comincia dicendo: "Io sono la barca del sogno di Xxx (nome di chi ha fatto il sogno). Rappresento (supponiamo) la sua condizione attuale. Galleggio tranquillamente, mi lascio trasportare con fiducia dalla corrente, senza opporre resistenza. Non è il momento di forzare gli eventi". Infatti sulla barca non c'è nessun rematore, nessuna vela che sfrutti la forza del vento, nessun timone. 

Un altro personaggio importante è il fiume. In genere, nell'immaginario collettivo, il fiume rappresenta lo scorrere della vita. Ma nel nostro lavoro è importante impersonare anche un simbolo che sembra scontato come quello del fiume.

Veniamo alla bara. "Io sono la bara del sogno di Xxx. Sono vuota. Sono stata preparata nel caso si fosse verificato un tragico epilogo, ma sono rimasta vuota." La bara può rappresentare le paure non solo di chi ha fatto il sogno, ma anche quelle di tutti i suoi cari: ricordiamo che il Sè, durante i sogni, è in grado di interagire anche con altri Sè, in particolare con i Sè di quelli che ci circondano e che ci amano. Di solito, quando succede una tragedia a un nostro parente, ci fasciamo la testa prima di rompercela. Tutti eravamo in ansia per mia mamma. Non solo temevamo che morisse, ma anche nel caso fosse sopravvissuta, che una volta uscita dalla rianimazione le sue lesioni sarebbero state molto gravi. Avevamo involontariamente preparato per lei una bara dove seppellire le sue gambe, la sua capacità di camminare, di essere autosufficiente e indipendente. Ma quella bara è rimasta vuota.

E la sposa con il sorriso fiammante? "Io sono la sposa del sogno di Xxx. Guardo quella stupida bara vuota con soddisfazione. Il mio sorriso è rosso, vivo, ricco di passione e di vitalità. Di fianco a me c'è un uomo, ma è più che altro un'ombra. La nostra relazione non è che una statuina di zucchero, da gustare al momento, e poi via, si va avanti! Io sono viva, felice e indipendente, e continuo a navigare".

Se vi viene spontaneo, durante il vostro dialogo con i "personaggi" del sogno potete rivolgere loro anche delle domande. Alla barca potreste chiedere dov'è diretta, per esempio, o alla bara potreste chiedere da chi è stata costruita e con che scopo...

Ora questo sogno è stato interpretato da me in modo abbastanza semplicistico, e specialmente col senno di poi. Ma era tanto per darvi un'idea di come decodificare il messaggio contenuto nei nostri sogni con la tecnica sopra descritta. 

Mia madre ha fatto davvero questo sogno, ma non ebbe l'occasione di provare questo metodo. Anche se non posso affermarlo con certezza, credo che se l'avesse fatto avrebbe scoperto più o meno queste cose, e comunicando con il proprio inconscio anche molto di più. 

E' stato un sogno premonitore? Oppure il suo Sè voleva semplicemente tranquillizzarla su quello che sarebbe stato? Le aveva riportato la situazione così com'era? Voleva darle un consiglio su come affrontarla? Secondo me sono tutte queste cose insieme.

Come abbiamo visto, il Sè, durante l'attività onirica, viaggia attraverso lo spazio e il tempo, perchè il tempo e lo spazio sono parte del grande intreccio di energie che compenetrano l'Universo. Quello che noi chiamiamo "futuro" appare chiaramente al nostro Sè, come a noi appare chiaro il presente durante la vita di tutti i giorni. Ecco perchè molto spesso si dice che i sogni rivelano anche ciò che accadrà.


La seconda e la quarta foto di questo post sono state prese dall'album di Talba su Flickr e s'intitolano "Seat by the sea" e "Sunset by the small river". L'ultima è un particolare della foto "Trip to heaven", sempre dall'album di Talba su Flickr.  La prima e la terza foto, invece, sono state scattate da me durante una passeggiata con i cani, domenica 18 ottobre 2009.

7 commenti:

  1. Il tuo metodo mi ha molto colpito. Una buona interpretazione richiede ovviamente una grande conoscenza dei meccanismi psicologici ma penso che certi spunti possano essere utili immediatamente.
    Proverò ad attuarlo!!!
    Italo

    RispondiElimina
  2. In questo caso lo scopo non è tanto l'analisi psicologica della persona, che come giustamente fai notare richiede una profonda conoscenza di certi processi mentali.
    Il motivo principale dell'atto di ripercorrere il nostro sogno con l'occhio della mente lasciando parlare ogni "personaggio" non è tanto quello di tracciare un ritratto psicologico e obiettivo, bensì quello di comunicare con il proprio lato istintivo, animale, che al contrario di quello razionale è in grado di fiutare cosa c'è nell'aria, di percepire la qualità delle energie che ci circondano, cosa che in uno stato di coscienza ordinaria risulta difficile.
    Mentre ci poniamo in ascolto di quello che ha da rivelarci ogni singolo "personaggio" del nostro sogno, siamo consapevoli che quel personaggio sta parlando proprio a noi: ha un messaggio preciso per noi soltanto, in un momento preciso della nostra vita, e il suo significato può essere molto diverso da quello che viene attribuito normalmente dalle scienze ufficiali del comportamento.
    Per questo prima di cimentarsi con questa pratica è importante immergersi in uno stato meditativo: basta una semplice meditazione basata sull'ascolto del proprio respiro per raggiungere lo stato di coscienza adeguato.
    Un'interpretazione prettamente psicologica invece, oltre a richiedere una certa padronanza della materia, richiede anche l'azione diretta dell'intelletto: per fare un'analisi razionale dei meccanismi che collegano gli eventi del sogno con il nostro vissuto bisogna quindi trovarsi in uno stato di coscienza ordinaria.
    Inoltre questo metodo, in quanto porta a comunicare profondamente con il proprio Sè, è utile per esplorare e investigare soltanto i propri sogni: non credo avrebbe senso applicarlo sui sogni di qualcun altro. Probabilmente analizzando il sogno di un'altra persona ho generato un po' di confusione, ma l'ho fatto per motivi di praticità, in quanto quello di mia mamma era un sogno semplice e breve, adatto a fornire l'esempio ideale per spiegare la dinamica del metodo Fritz Perls (se avessi usato uno dei miei, a quest'ora ero ancora qui a scrivere!!!).
    Tornando alla tua osservazione, potrebbe essere comunque interessante considerare le differenze che emergono dal confronto fra una lettura di tipo sciamanico come quella che ho presentato io, con l'interpretazione più scientifica che può fornire un esperto di psicologia, tenendo però presente che sono due percorsi completamente diversi, con scopi diversi...

    RispondiElimina
  3. uhmmmm, credo di avere capito.... e mi interessa molto davvero.
    Ma, accidenti, non riesco a ricordare i miei sogni. Sono ancora al punto 1. dove spieghi di ripetere prima di addormentarsi di ricordare il sogno... ti saprò dire

    Italo

    RispondiElimina
  4. Soffio di Vento9 febbraio 2010 20:01

    Molto bello. Davvero interessante! L'interpretazione dei sogni è una cosa che mi interessa particolarmente. Il problema sarà raggiungere lo stato meditativo adatto, svuotare la mente da tutto ciò che potrebbe contaminare il nostro dialogo con il nostro inconscio.
    Comunque, anch'io penso che i sogni possano rivalarci qualcosa sul nostro futuro, così come possano indicarci la strada, una direzione da intraprendere.

    Ottimo lavoro!

    RispondiElimina
  5. Io sono una persona che sogna molto e, praticamente, nei miei sogni ritorno spesso in luoghi reali oppure riprendo laddove avevo interrotto un precedente sogno.
    Di solito, quando al mattino appena sveglia non mi ricordo il sogno fatto, è sufficiente che mi guardi allo specchio e mi ritorna in mente.
    Non so quale meccanismo scatti ma è così.

    RispondiElimina
  6. I sogni mi incuriosiscono da sempre. Ne ricordo alcuni di quando ero piccola piccola e col passare del tempo mi chiedevo se volevano dirmi qualcosa...sicuramente, mi rispondo ora. Vanno però "visti" con quello che stai vivendo, ti possono dare indicazione di un problema come affrontarlo, o a cosa vai incontro se continui ad ignorarlo. E' celato da simboli, che possono avere un significato generale, ma è importantissimo il significato che ha per noi quel determinato simbolo e le emozioni che suscita quando lo vediamo. Il sogno difatti si presta a svariate interpretazioni, ma è il sognante ad avere la chiave di lettura. Il fiume del sogno è un invito ad abbandonarsi alle forze dell'inconscio e la statuina lasciando andare la barca, non interferendo con le naturali correnti, può sorridere con passione, lasciando la bara vuota, che non le appartiene.

    RispondiElimina
  7. Amo questa tematica: è rassicurante e arricchisce la nostra speranza per un significato più profondo della vita.
    Credo che i sogni siano il momento in cui l'Essere lascia questa terza dimensione in cui è intrappolato per raggiungere il suo vero stato, ossia quello in cui si intrecciano sullo stesso piano il passato, il presente ed il futuro.

    Nicole

    RispondiElimina

Related Posts with Thumbnails